Bagnoli, la Napoli che verrà

La buona notizia è che a Bagnoli si muove davvero qualcosa dopo decenni di immobilismo. Sarà un piacere dare il mio contributo insieme ai colleghi in Consiglio comunale perché l’area sia davvero restituita alla città, assecondando le aspettative troppo a lungo frustate degli abitanti di Bagnoli e di tutti gli altri napoletani.

Inevitabilmente, dopo le dichiarazioni di De Laurentiis, che ieri ha partecipato col sindaco Manfredi all’incontro con il ministro Fitto a Roma, parlare di Bagnoli sembra dover ricondurre automaticamente il discorso al Napoli.

È bene tuttavia ribadire, pur nella consapevolezza del grande legame simbolico e identitario che esiste fra la città e la sua squadra di calcio, che il dibattito e le aspettative sull’area devono volare ancora più in alto.

In gioco c’è il futuro di Napoli. Non è una formula retorica, e chi mi conosce sa quanto io detesto la retorica. Utilizzo la frase solo perché sono fermamente convinto che la rinascita di Bagnoli è destinata a ridisegnare complessivamente il nuovo volto della città.

È il simbolo di una Napoli che deve recuperare un pezzo di se stessa sacrificato in altri tempi all’industria pesante. Bagnoli significa quindi ridefinire lo spazio urbano, le sue funzioni e le interazioni umane destinate a essere ospitate.

Bagnoli è sul mare e io ritengo il recupero del rapporto col mare una priorità. Mare pubblico, attrezzato, accessibile a tutti. Così come l’idea di Bagnoli polmone verde di Napoli Ovest è troppo simbolicamente e concretamente attraente perché sia messa anche solo minimamente in discussione.

Lo dico dopo aver visto levarsi al cielo per decenni i fumi tossici industriali là dove i napoletani un tempo andavano al mare.

Sono certo che sulla base di questa consapevolezza largamente condivisa non potrà che venir fuori una discussione franca negli organismi istituzionali preposti, a patto naturalmente che sia aperta alla città e coinvolga le sue cittadine e i suoi cittadini.

Bagnoli è davvero la Napoli che verrà, dobbiamo costruirla insieme.

Sergio D’Angelo, Consigliere comunale, capolista di Napoli Solidale