Da diversi anni come comitati per il Mare Libero, Pulito e Gratuito ci battiamo affinché il mare e le spiagge tornino ad essere un bene comune, una risorsa per tutt@ e non solo per chi può pagare… Perché il mare torni a Bagnare Napoli!
In questi ultimi decenni infatti l’accesso alle spiagge della città è stato sempre più limitato per effetto di una sostanziale occupazione dei concessionari che non si accontentano di offrire servizi ma impongono illegittimamente un “pizzo” per l’entrata. Inoltre molte discese a mare, per quanto pubbliche, sulla costa di Posillipo sono chiuse da cancelli privati che impediscono il passaggio ai non residenti, nonostante l’esistenza di un diritto di servitù.
Va infatti considerato che il pregresso inquinamento industriale ad Est come ad Ovest rende non balneabile parte importante della costa cittadina che nella sua interezza è lunga circa 20 km. Quindi la percentuale di spiaggia balneabile e liberamente accessibile si riduce ad un misero 5%. Inoltre anche questo 5% da qualche anno è sottoposto ad un regime di numero chiuso e di contingentamento attraverso prenotazioni obbligatorie che discriminano ulteriormente l’accesso: ci riferiamo a quelle di “Donn’anna”, delle “Monache”, alla “Gaiola”. Infine alcune spiagge come quella di “Riva Fiorita” pur essendo libere sono interdette per l’assenza di manutenzione e sono diventate di esclusivo appannaggio dei condomìni di parchi adiacenti. A Napoli la ristrettezza di spiaggia libera assume per i motivi di cui sopra un carattere paradossale, tuttavia si tratta di un problema nazionale legato ad un regime di concessione scandaloso e nepotistico, dichiarato illegittimo anche dalle leggi europee, che ha privatizzato sempre più le nostre coste e sacrificato un bene pubblico in favore degli interessi di profitto dei privati che ne sono diventati “padroni”. A livello napoletano la situazione è semplicemente scandalosa; alla scarsità di spiagge libere si somma l’arroganza dei concessionari che non rispettano il principio sancito per legge del libero accesso alla battigia anche a scopo di balneazione trovando la complicità delle istituzioni che rimangono silenti.
La lobby dei balneari è molto potente ed è stata sostenuta negli anni dal centro destra come dal centro sinistra che hanno permesso a poche migliaia di “prenditori” privati di diventare i veri padroni delle spiagge attraverso concessioni di durata ultra decennale (alcune anche di 99 anni) in cambio di pochi spiccioli.
A Napoli inoltre la gestione della costa è ancora dell’autorità portuale invece che del Comune il quale se ne lava le mani, nonostante i protocolli firmati prevedessero il passaggio di autorità già nel 2023. Questa situazione del tutto anomala che riguarda la più grande città di mare non esenta il Comune e la sua giunta (che almeno dovrebbero gestire e manutenere le spiagge pubbliche) dalle loro enormi responsabilità ed inadempienze che di fatto si trasformano in aperta collusione con gli esclusivi interessi dei privati a scapito della maggioranza degli abitanti costretti a fronteggiare nella vasca da bagno le allerte meteo per il calore.
Tuttavia la consapevolezza del mare negato sta crescendo e grazie all’impegno dei comitati, delle mobilitazioni come delle azioni dirette, delle denunce pubbliche come dei ricorsi (per altro molto onerosi per un privato cittadino che voglia far valere i propri diritti) ai tribunali, la storia inizia a cambiare. Una prima significativa vittoria ad esempio ha imposto in seguito alla sentenza del Tar a cui ci siamo appellati la riapertura tutto l’anno del cancello di accesso alla spiaggia di Donn’Anna che torna finalmente ad essere libera. A febbraio aspettiamo la nuova sentenza del TAR contro il numero chiuso e la prenotazione obbligatoria, mentre continuiamo la mobilitazione per l’accessibilità a Riva Fiorita e ci prepariamo ad agire per il ripristino di tutte le servitù di passaggio al mare.
Tuttavia la principale rivendicazione che portiamo avanti è quella della riscrittura di un piano coste cittadino insieme ai comitati che allarghi la percentuale di spiaggia pubblica a scapito dei concessionari e adotti un regime concessorio esclusivamente di servizi che elimini ogni impedimento nell’accesso gratuito per tutt@ al mare. Più in generale, la mobilitazione che portiamo avanti ha l’obiettivo di ripristinare un diritto calpestato, quello appunto al mare per tutt@ sull’intera linea di costa da San Giovanni a Bagnoli e della sua bonifica ai fini della libera balneazione. Dopo il danno ambientale prodotto da una errata e devastante industrializzazione che ci ha privato dell’uso del mare e causato gravi conseguenze in termini di salute come dimostrano tutt’ora i dati sulla mortalità per gravi patologie in questi territori, non possiamo subire anche la beffa di una speculazione edilizia ed energetica che consegni ancora una volta la linea di costa agli interessi dei privati.
Siamo convinti di essere di fronte ad un bivio importante per la città e per i suoi abitanti, che sia necessario dotarsi di una nuova visione in cui il mare torni ad essere al centro dell’identità e dello sviluppo sociale, economico ed ambientale per una nuova Partenope. Non è un’impresa semplice, perché i poteri forti della città e gli interessi connessi, tal volta legati anche a potenti lobbies internazionali, sono sostenuti da una classe dirigente ancora miope, complice ed incapace di guardare al futuro con occhi diversi.
Per questo abbiamo bisogno di estendere e radicalizzare la mobilitazione a partire dai territori e dalle realtà di base che vi operano e lottano, della partecipazione attiva e dell’intelligenza collettiva.
Vogliamo il mare Libero, vogliamo Napoli libera dalla speculazione, dalle privatizzazioni, dagli interessi particolari!
Non si tratta “solo” di una battaglia per la riconquista del mare che tuttavia non è poca cosa ma di rilanciare l’idea di una città che non sia svenduta al miglior offerente, vedi lo sciagurato “patto per Napoli” firmato da Manfredi, ed in cui il patrimonio immobiliare come le sue risorse naturali, monumentali, storiche siano finalmente considerate “beni comuni” a disposizione di tutti i suoi abitanti.
Si tratta di unire le forze sane della città e dei suoi movimenti per resistere al processo di definitiva privatizzazione e smantellamento di garanzie sociali aggravato anche dalla turistificazione selvaggia e dalla gentrificazione che essa produce.
Si tratta anche di dotarsi di una visione offensiva ed ambiziosa capace di prefigurare una rifondazione della città fuori dal modello neoliberista; una Napoli fondata su forme di democrazia diretta, capitale di un mediterraneo dei popoli, di pace, giustizia sociale e sviluppo sostenibile.
Mare Libero, Pulito e Gratuito Napoli